Monthly Archives aprile 2017

I giorni della Disco

Questo articolo ha come oggetto la musica disco (o disco-music, come si chiamava in Italia). O meglio, ha come oggetto la disco music di fine anni ’70 così come l’ho percepita all’epoca e di come ancora la ricordo. Funzionava così: c’era la musica impegnata e la musica commerciale. Le due categorie erano impermeabili, prima di tutto nella testa dei ragazzi. Dentro la musica impegnata ci stavano naturalmente i cantautori e la musica rock pre-punk e pre-new wave, nelle sue articolazioni più diffuse in Italia nel periodo post-Beatles, ovvero progressive, hard-rock (allora si chiamava così quello che poi avrebbe assunto il nome di heavy metal) e west coast. La musica da discoteca era la quintessenza della musica commerciale...

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I Pooh, quattro “amici per sempre”

I Pooh e il concetto di poche righe mal si coniugano. Anche volendo scrivere l’essenziale sul “gruppo italiano per antonomasia”. Quando una formazione nasce nel ’66 e da allora fino ai giorni nostri, realizza con una precisione certosina un album di inediti e, solo negli ultimi anni, in alternativa, una raccolta di successi, va da sé che l’operazione si fa complicata. E, allora, volendo essere il meno possibile formali, ricordare date, circostanze e titoli, consultabili sul sito www.pooh.it, proviamo a scrivere qualcosa che altri non hanno scritto. O meglio: proviamo a scrivere cose meno spremute in tutti questi anni. Comunque tante.

Partiamo dalla prima formazione. Al momento di scrivere il sito dei Pooh riporta una prima formazione ufficiale con sette elementi...

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Addio agli epici anni ’70

La barba lunga, incolta, di Francesco Di Giacomo per esempio. Voce sottile, squillante dai toni alti, epici, dava al Banco del Mutuo Soccorso la fierezza di un linguaggio popolare in ogni respiro musicale; la chitarra di Francone Mussida accomodata sulla coscia destra mentre la Premiata Forneria Marconi intonava “Dolcissima Maria”; le bacchette profumate di Michi Dei Rossi delle Orme, che diventavano feticcio per chiunque le raccogliesse al volo, a fine concerto; Stefano Urso, bassista del Rovescio della Medaglia: arrotolava alle sue dita metri di scotch prima della sua sua spettacolare performance...

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