Category MONOGRAFIE

I Queen

Gli inizi
I Queen sono stati senza ombra di dubbio una delle maggiori band della storia del rock, l’unico gruppo capace di realizzare composizioni intricate e accessibili, lontano da sperimentalismi eccessivi (come i Velvet Underground o i primi PINK FLOYD per esempio) e da canzonette di facile ascolto (BEATLES o brit-pop). Soprattutto negli anni ’70 hanno realizzato una marea di album storici e fantastici a metà strada tra glam, hard-rock e prog-rock, il tutto senza ausilio di strumenti elettronici. Negli anni ’80 il gruppo si è quindi evoluto (anzi forse involuto) prima verso il funk, poi verso il pop (con pochi episodi degni a dire il vero) per poi ritornare al formato che gli competeva verso la fine del decennio...

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Nico Fidenco, cantore del grande schermo

Il 24 gennaio 2003 spegne 70 candeline il signor Domenico Colarossi, nato a Torino da genitori abruzzesi, cresciuto tra l’Asmara e Roma, di professione musicista e cantautore, da più di quarant’anni noto a tutti come Nico Fidenco, un nome che fa subito scattare un meccanismo di ricordi indissolubilmente legati alle (vere o presunte, ma comunque sin troppo celebrate) tipiche atmosfere vacanziere degli anni ’60, con i “juke-boxes” in prima linea, pronti a sparare a tutto volume le note delle canzoni più in voga.

Difatti, se riflettiamo bene, Legata a un granello di sabbia fu il primo vero “tormentone” discografico estivo italiano (anno di grazia 1961), forte anche di un milione di copie vendute grazie anche alla complicità dei turisti stranieri in vacanza nel nostro Paese, catturati dalla ...

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Canzoni censurate

Anni ’20: Il regime e la censura

Comincia il regime: il fascismo, negli anni dell’ascesa e del consolidamento, esercita un rigido controllo su tutti i mezzi di comunicazione di massa e sui fenomeni artistici. La parola d’ordine era “nazionalizzazione”, il cocktail diventava “coda di gallo”, il cognac “arzente” e il pullover “farsetto”. Vediamo qualche riflesso di questo clima sul panorama musicale.

1924. Una circolare del PNF reca l’ordine di presentare tutte le canzoni straniere con parole “comunque tradotte”. Se ne vedranno delle belle. Anche gli artisti videro liberamente italianizzati i loro nomi, Louis Armstrong diverrà per il pubblico italiano Luigi Braccioforte e Benny Goodman Beniamino Buonomo.

1926 Il censore ordina di cambiare alcuni versi a “La leggenda del Piave” di E.A...

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Note arrabbiate

Prendiamo spunto per questa nuova monografia da un evento al quale abbiamo assistito personalmente: il 25 gennaio 2005 l’amico Michele Bovi presentava alla Feltrinelli di via del Corso a Roma il suo libro “Anche Mozart copiava”, vera Summa Teologica dei plagi in secula seculorum, e l’autore di queste povere pagine, invitato dall’illustre autore assisteva al nuovo round di un’accesa disputa che comincia dal lontano 1968 ed ha per oggetto una paternità. Non si tratta di paternità biologica, ma il calore e l’accanimento messo nella disputa crediamo non siano inferiori a quelli eventualmente profusi per rivendicare la legittimità di un erede. La creatura in oggetto era una canzone, “Casa Bianca”, ed i contendenti due grandi esponenti della musica italiana, Don Backy e Mariano Detto...

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Blur

Difficile condensare in poche righe la storia e la discografia di una band tanto prolifica e camaleontica quale i Blur, conosciuti dal grande pubblico italiano specialmente per Song2, sigla di FIFA 98, ma considerati in patria come uno dei gruppi più influenti nel panorama musicale inglese degli anni ‘90.

Damon Albarn (Londra, 1968 – voce e tastiere), Graham Coxon (Riteln, Germania 1969 -chitarre), Alex James (Bournemouth 1968 – basso) e Dave Rowntree (Colchester, 1964 -batteria) formano nel 1989 i Seymour (dal nome di un personaggio di Salinger) proponendo uno stile eclettico che attinge a diverse correnti musicali, dal prog-rock alla psichedelia anni ’60, con influenze che vanno dai Sex Pistols ai King Crimson, dai Cardiacs agli XTC...

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EMIGRAZIONE: QUANDO ERAVAMO EXTRACOMUNITARI

Italiani, popolo migrante: un fenomeno certo antico, ma che negli ultimi decenni dell’ottocento ha assunto caratteri di vero esodo. Un esodo biblico, che nell’arco di un secolo, dal 1876 al 1976 (cioè dal momento in cui si cominciò a tenere i conti di quanti se ne andavano fino a quello in cui i rientri e gli arrivi di immigrati stranieri diventarono superiori alle partenze) ha visto il nostro Paese perdere quasi 27 milioni di persone. Pari agli abitanti della penisola al momento dell’unità d’Italia.

Spesso se ne attribuiscono superficialmente le cause al sovraffollamento del nostro meridione, tuttavia ad un’attenta analisi statistica risulta che il tasso di crescita demografica del nostro paese nel decennio 1870-80 fu dell’1 per cento, passando da 27 a 28 milioni di abitanti, percentua...

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Guai ai finti

Alexia inizia giovanissima a cantare ma assapora i primi successi nel 1995 quando interpreta “Me and You”, successo in Italia e Spagna; nel 1996 è la volta di “Summer is Crazy” e la prima partecipazione al Festivalbar; a fine anno esce il terzo singolo “Number One”. Alexia comincia a farsi conoscere e a diventare famosa in tutta Europa.Il 1997 regala il primo album “Fan Club” ed il nuovo singolo “Uh La La La” il cui video viene girato a Miami. Marzo 1998, il successo le arride con “Gimme Love”, nel frattempo in Inghilterra una versione remixata di “Uh La La La” brucia le chart ed Alexia viene invitata a prendere parte ad importanti shows televisivi tra cui “Top of the Pops”.

In Italia continuano le partecipazioni al Festivalbar ed il ’98 regala all’artista diversi dischi di platino, un nu...

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Tori Amos

L’opera della cantautrice e pianista americana – che debutta, con un album a suo nome nel 1992 – si inserisce nel solco tracciato negli anni Settanta da Joni Mitchell e negli anni Ottanta da Kate Bush, ottenendo (almeno inizialmente) anche un eccellente riscontro di vendite.

L’ottima impostazione classica che la Amos esibisce sulla tastiera del pianoforte – che si riflette appieno nella scrittura delle linee melodiche e nelle soluzioni armoniche – si sposa con testi ermetici (meglio: criptici), icastici e visionari – spesso incentrati sui suoi conflittuali rapporti con la religione e con l’altro sesso – e con una raffinata sensibilità di interprete vocale.

Nel corso degli anni, tuttavia, la capacità di confezionare brani di grande potenza espressiva e di coinvolgente impatto musicale – ca...

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I giorni della Disco

Questo articolo ha come oggetto la musica disco (o disco-music, come si chiamava in Italia). O meglio, ha come oggetto la disco music di fine anni ’70 così come l’ho percepita all’epoca e di come ancora la ricordo. Funzionava così: c’era la musica impegnata e la musica commerciale. Le due categorie erano impermeabili, prima di tutto nella testa dei ragazzi. Dentro la musica impegnata ci stavano naturalmente i cantautori e la musica rock pre-punk e pre-new wave, nelle sue articolazioni più diffuse in Italia nel periodo post-Beatles, ovvero progressive, hard-rock (allora si chiamava così quello che poi avrebbe assunto il nome di heavy metal) e west coast. La musica da discoteca era la quintessenza della musica commerciale...

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I Pooh, quattro “amici per sempre”

I Pooh e il concetto di poche righe mal si coniugano. Anche volendo scrivere l’essenziale sul “gruppo italiano per antonomasia”. Quando una formazione nasce nel ’66 e da allora fino ai giorni nostri, realizza con una precisione certosina un album di inediti e, solo negli ultimi anni, in alternativa, una raccolta di successi, va da sé che l’operazione si fa complicata. E, allora, volendo essere il meno possibile formali, ricordare date, circostanze e titoli, consultabili sul sito www.pooh.it, proviamo a scrivere qualcosa che altri non hanno scritto. O meglio: proviamo a scrivere cose meno spremute in tutti questi anni. Comunque tante.

Partiamo dalla prima formazione. Al momento di scrivere il sito dei Pooh riporta una prima formazione ufficiale con sette elementi...

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