Anni 70 tagged posts

Tori Amos

L’opera della cantautrice e pianista americana – che debutta, con un album a suo nome nel 1992 – si inserisce nel solco tracciato negli anni Settanta da Joni Mitchell e negli anni Ottanta da Kate Bush, ottenendo (almeno inizialmente) anche un eccellente riscontro di vendite.

L’ottima impostazione classica che la Amos esibisce sulla tastiera del pianoforte – che si riflette appieno nella scrittura delle linee melodiche e nelle soluzioni armoniche – si sposa con testi ermetici (meglio: criptici), icastici e visionari – spesso incentrati sui suoi conflittuali rapporti con la religione e con l’altro sesso – e con una raffinata sensibilità di interprete vocale.

Nel corso degli anni, tuttavia, la capacità di confezionare brani di grande potenza espressiva e di coinvolgente impatto musicale – ca...

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Periodo pre-estate 1978: i 60 brani più significativi

1. I feel love – Donna Summer – 1977
Uno degli archetipi disco per antonomasia. Suona quasi sperimentale e avant-garde ancora oggi. In un album (I remember yesterday) tra i più mediocri che la coppia Moroder-Bellotte predispose per la Summer, spicca come una gemma ineguagliabile. Non amata da chi dalla disco si aspetta soprattutto violini e melodie semplici con cori e fiati che la fanno da padrone, rappresentò probabilmente il più inatteso dei successi da parte degli stessi produttori che non lo volevano nemmeno pubblicare come singolo di punta...

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I giorni della Disco

Questo articolo ha come oggetto la musica disco (o disco-music, come si chiamava in Italia). O meglio, ha come oggetto la disco music di fine anni ’70 così come l’ho percepita all’epoca e di come ancora la ricordo. Funzionava così: c’era la musica impegnata e la musica commerciale. Le due categorie erano impermeabili, prima di tutto nella testa dei ragazzi. Dentro la musica impegnata ci stavano naturalmente i cantautori e la musica rock pre-punk e pre-new wave, nelle sue articolazioni più diffuse in Italia nel periodo post-Beatles, ovvero progressive, hard-rock (allora si chiamava così quello che poi avrebbe assunto il nome di heavy metal) e west coast. La musica da discoteca era la quintessenza della musica commerciale...

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Addio agli epici anni ’70

La barba lunga, incolta, di Francesco Di Giacomo per esempio. Voce sottile, squillante dai toni alti, epici, dava al Banco del Mutuo Soccorso la fierezza di un linguaggio popolare in ogni respiro musicale; la chitarra di Francone Mussida accomodata sulla coscia destra mentre la Premiata Forneria Marconi intonava “Dolcissima Maria”; le bacchette profumate di Michi Dei Rossi delle Orme, che diventavano feticcio per chiunque le raccogliesse al volo, a fine concerto; Stefano Urso, bassista del Rovescio della Medaglia: arrotolava alle sue dita metri di scotch prima della sua sua spettacolare performance...

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