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Canzoni censurate

Anni ’20: Il regime e la censura

Comincia il regime: il fascismo, negli anni dell’ascesa e del consolidamento, esercita un rigido controllo su tutti i mezzi di comunicazione di massa e sui fenomeni artistici. La parola d’ordine era “nazionalizzazione”, il cocktail diventava “coda di gallo”, il cognac “arzente” e il pullover “farsetto”. Vediamo qualche riflesso di questo clima sul panorama musicale.

1924. Una circolare del PNF reca l’ordine di presentare tutte le canzoni straniere con parole “comunque tradotte”. Se ne vedranno delle belle. Anche gli artisti videro liberamente italianizzati i loro nomi, Louis Armstrong diverrà per il pubblico italiano Luigi Braccioforte e Benny Goodman Beniamino Buonomo.

1926 Il censore ordina di cambiare alcuni versi a “La leggenda del Piave” di E.A...

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I giorni della Disco

Questo articolo ha come oggetto la musica disco (o disco-music, come si chiamava in Italia). O meglio, ha come oggetto la disco music di fine anni ’70 così come l’ho percepita all’epoca e di come ancora la ricordo. Funzionava così: c’era la musica impegnata e la musica commerciale. Le due categorie erano impermeabili, prima di tutto nella testa dei ragazzi. Dentro la musica impegnata ci stavano naturalmente i cantautori e la musica rock pre-punk e pre-new wave, nelle sue articolazioni più diffuse in Italia nel periodo post-Beatles, ovvero progressive, hard-rock (allora si chiamava così quello che poi avrebbe assunto il nome di heavy metal) e west coast. La musica da discoteca era la quintessenza della musica commerciale...

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